roma | LE PAROLE SI FANNO STRADA

Le scritture, si sa, hanno urgenze.
Le scritture chiedono strada.
Le scritture sono incontenibili, esondano dalle pagine di carta per inondare vie e piazze e cortili e noi. Domenica 7 Maggio andremo per le strade di ogni città, fermeremo i passanti e daremo loro la possibilità di scrivere, perché tutti hanno cose da dire, e la necessità di farlo subito, con urgenza perfetta, proprio in quel luogo tra asfalto e cielo.
Scriveremo le parole su lenzuola, specchi rotti, vecchie tegole, assi grezze e altro materiale di strada.
Le parole hanno voce in capitolo, e chiedono strada.
Liberiamo le scritture; le scritture, forse, libereranno noi.
(se vuoi sapere come, continua a leggere qui)



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7 Maggio 2006, Giornata Nazionale delle Scritture di Strada

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martedì, 27 febbraio 2007

Lento pede... la post-produzione romana

Era pronta da un po' di tempo, ma si era persa per strada.

Finalmente, però, è arrivata a destinazione.

Ecco, dunque, anche la post-produzione delle SdS Romane





(Grazie a Melampira e al gruppo che ha collaborato alla riuscita della giornata e ha prodotto il video)
postato da: riccionascosto alle ore 19:55 | link | commenti (5)
categorie: roma, postproduzioni
lunedì, 08 maggio 2006

Fra Torino e Roma libere scritture e liberi scrittori

Avrei voluto essere ovunque, ma sono riuscita ad essere soltanto in due piazze.
Volando nel cielo coperto di Torino fino alla sera splendente di tramonto trovata, come un elisir miracoloso a Roma.

E' cominciato tutto quando i miei amici torinesi mi hanno portata a Piazza Robilant dove, nascosto fra due grandi platani ed appoggiato ad una ringhiera sgocciolata della resina dei pini, s'apriva il gazebo orientaleggiante, candido e argentato che il Comune aveva prestato ai liberatori sabaudi di scritture.

Sotto il gazebo un accavallarsi di tavoli, striscioni, grate, fogli, supporti; le scatole per la "raccolta differenziata di parole", i rulli per le "parole a metro", le tegole porose dove il pennarello prende male e forse occorrevano i colori a cera, lo splendido tazebao (qualcuno ricorda questa parola?) scritto con le frasi di manginobrioches e dipinto con un'interpretazione della notte di Mario, cartoni per lasciare muri immaginari ai writers, palloncini che rendevano volatili le parole, pennarelli, penne, colori, pennelli, vernici, ritagli di stoffa, lenzuola e c'erano tutte quelle bottiglie, decine di bottiglie, centinaia di bottiglie: bottiglie da mezzo litro e da un litro e mezzo, bottiglie bianche ed azzurre e verdine e poi quelle dipinte, quelle su cui erano stati colati gli acrilici, bottiglie incartate a mo' di giganti caramelle in veline ultracolorate, bottiglie ripiene di scritture da offrire in cambio di quelle depositate.

Il libero scambio delle parole.

C'era Elena stretta al suo zainetto e vigile; Arsenio Bravuomo con il suo pc (non portatile...) che stampava poesie sulla carta intestata, c'era Blulu che ha portato i colori, i biscotti ed il vino (ma proprio mentre io dovevo andare via), c'erano le pizze margherita tonde con le lattine giganti di coca e di birra, ma soprattutto c'era Effe seducente provocatore di mamme, bambine, cicliste, guidatrici di ambulanze, mogli preoccupate di quel che avrebbe detto il marito, mogli di mariti scrittori, famigliole affamate, aiutochef bengalesi, gonfiatori di palloncini.
Tutti (o quasi) hanno scritto qualcosa.
Ho temuto finanche che volesse istigare anche il tassista che m'era venuto a prendere ed avrebbe fatto bene perchè, nel tragitto fino all'aeroporto, s'è rivelato un animo poetico ferocemente legato alla terra d'origine dei suoi padri. La Puglia.

Ho lasciato Torino nel momento più afoso della giornata, relegata nelle ultime file di un aereo stracolmo, con gli addetti alla sorveglianza troppo addetti e troppo sorveglianti che mi hanno scovato delle forbicine da unghie nel bagaglio a mano costringendomi ad alternative improbabili.

Sono arrivata a Roma con oltre mezz'ora di ritardo, correndo verso Villa Celimontana dove stava finendo lo spettacolo di Argillateatri.
E lì c'era il sole, ed un tramonto fresco, c'erano gatti tigrati dalla coda mozza e giovani cani bianchi e c'erano tutti i ragazzi della Facoltà di Scienze della Formazione con le magliette scritte a pennarello e la porporina nei capelli. C'erano barattoli, scatole, autori smembrati e ricomposti, c'erano i pezzi di una Smart presa allo sfascio graffitati da glitter ed altre diavolerie, c'erano tutte le stoffe che aveva portato
Pastamista, c'erano i lavori dei bambini che s'erano ingegnati con i colori a dita, ma anche col gioco del Rinoceronte Rosso Recalcitrante... una storia lunghissima fatta solo di parole che iniziavano con la R.

E Riccionascosto mi ha raccontato che era venuta Giorgi e All, che erano passati Almost58 e Mardin, che una sposa s'era fatta fotografare davanti alle scritture, che era venuto il TG Regione ed aveva fatto un servizio notevole andato in onda la sera alle 19,30 e che, nonostante avessero negato l'uso dell'energia elettrica, gli attori di Argillateatri avevano ugualmente fatto il loro spettacolo "in verticale" offrendo a tutti un momento di vera liberazione e di autentica libertà.

Tornata a casa ho trovato nei commenti un "ma che bello" firmato da teatrodentro. L'ho raggiunto sul suo blog ed ho scoperto che è un detenuto di Torino che fa parte di un progetto di scrittura.
Ed allora ho pensato che dopo aver liberato le scritture sarebbe ora di liberare gli scrittori e che la prossima giornata potrebbe fare anche del carcere una strada.

E per finire a Roma un grazie speciale a Sabrina/Riccio che è stata davvero una tigre (o una leonessa), a Chiara che con il suo gruppo ha saputo inventare migliaia di occasioni, a tutti quelli che sono intervenuti e che hanno scritto in questa giornata il primo capitolo di una nuova storia.

postato da: scialliventagli alle ore 20:58 | link | commenti (6)
categorie: roma, torino

Scritture a colori

Alle grigie (e non solo in senso meteorologico) previsioni della vigilia, Roma ha contrapposto i colori della giornata delle Scritture.

Il bianco delle magliette, coperte poi da scritte colorate: rimarrà nella storia della giornata il “bella zii” sulla maglietta di Paul, che tanta curiosità ha destato nel cameraman del TG3.  "Perché" sia stato scritto, però, è rimasto  tra i tagli in sede di montaggio. 

Il rosso “da non usare” per riguardo a dreca, ma che saltava fuori dappertutto: nella gonna di melampira, nelle borse mia e di Giorgi, nelle scritte sulle magliette ("Era un'era" recitava quella di heraclitus), persino nella grande pentola in cui la generosa e instancabile mamma di cyberalice ha compresso circa due chili di insalata di riso, che ci hanno sfamato tutti.
Che rosso e nero poi, non vadano sempre d’accordo, lo diceva pure il foglietto che un bambino ha scritto a spiegazione del segnale di divieto di sorpasso: “Vietato alle macchine rosse stare accanto alle macchine nere”. “E perché?” si chiedeva una bimba, leggendo. “Forse perché non sono milanisti” rispondeva, seria, la sua compagna.

E poi il verde del foulard di Giorgi e della maglietta di sua figlia Giulia, vera star della giornata, che con le sue amiche si è divertita a scrivere di tutto, perfino di “aranciate amare anche africane” oppure di “rinoceronti rossi ruminanti”.

L’azzurro del tunnel di Francesca, che i bambini percorrevano prima di arrivare al grande foglio bianco su cui potevano colorare con le mani, “aiutati” dagli adulti che si divertivano forse più di loro.

L'argento onnipresente delle macchine fotografiche di Stella o delle telecamere della TROUP, la troupe di instancabili ragazzi che ci hanno seguito per l'intera giornata, fino a esaurimento batterie.
Il rosso, ancora, delle spalle di melampira o del mio naso, a fine giornata.

Il giallo della grande S che iniziava il “telale” di Francesco, il giovanissimo writer che era arrivato a Villa Celimontana “perché mio padre non vuole che io scriva sui muri”. Ma ha scoperto che i writers avevano rinunciato all’ultimo momento, quando non era stato dato il permesso per l’amplificazione. E ci ha provato, Francesco, a lasciare una traccia - sulla tela almeno - anche se guardava sconsolato il foglio su cui aveva tracciato la bozza e diceva “non ci entra”, e poi quando è finita la bombola ha usato anche la tempera.

Il nero degli abiti degli altri writers che, come Francesco, sono arrivati cercando i compagni che non c’erano, e dopo un poco andavano via: solo un altro si è fermato, a dividere con noi la sua arte.

Ma l’assenza di musica non ha fermato l’intrepido quintetto di Argillateatri: ed eccoli, allora, srotolare metri e metri di carta avorio, antica eppure intonsa, invitando tutti a scrivere qualche parola. Così ogni tanto qualcuno arrivava, afferrava un pennarello e andava via dopo aver scritto, senza magari dire una parola. E in silenzio, poi, il grande elefante arrivò alla torre d’avorio, che nel frattempo era stata costruita, per invitare gli altri a dare uno sguardo al suo interno, dove ferveva un movimento che, a poco a poco, portava alla liberazione e al dono.

E poi il marrone del pelo di Shock, che ha dato il suo contributo alla giornata scavando una buca dove poi ha trovato “riposo” la sabbia della grande scatola su cui, a turno, avevamo tracciato scritte e ideogrammi con un bastoncino.

E ancora il nero, infine, dei sacchi a racchiudere i resti della giornata, e i colori delle scatole a racchiudere invece le storie scritte e ancora da pensare.
 
Tante, ancora, sarebbero le cose da dire, e oltre ai colori ci sono i suoni delle voci amiche dalle altre piazze delle Scritture (Effe, Flounder, Zu, Isabella che poi ci ha raggiunto in chiusura, “ponte umano” tra Torino e Roma), i sorrisi dei bambini e degli adulti, le domande con e senza risposta. Ma questo è solo un assaggio, il resto magari verrà poi. Oppure no.

Aggiornamento:

Altri sguardi e parole sulla giornata romana li trovate da GiorgiMelampira

postato da: riccionascosto alle ore 19:52 | link | commenti (3)
categorie: roma
venerdì, 28 aprile 2006

Scritture di Strada Romane - serata di finanziamento

"Non c'è trippa per gatti". Questo, il messaggio – arrivato assolutamente per vie non ufficiali – dal Comune, a proposito della richiesta di un contributo per le Scritture di Strada romane.
Anche per i tempi ridotti, quindi, si è dovuto rinunciare al contributo pubblico, ma l’intrepida Melampira non si è data per vinta.
Con l’aiuto di alcuni amici universitari, ha dato vita a una colazione alla Facoltà di scienze della formazione (Roma 3) che si è svolta nei giorni scorsi, riuscendo poi a ottenere un “gemellaggio” per una serata in un pub romano.
 
Mercoledì 3 maggio 2006
 
al
 
TRECENTOSESSANTAGRADI
(via degli Equi, 57 – S. Lorenzo - ROMA)
 
GEMELLAGGIO
 
tra le
 
 
SCRITTURE DI STRADA
 
  
e la
 
SERATA QUINDIE?
 (OGNI MERCOLEDI’ AL 360°)
 
  
quINDIE? - Ogni mercoledì al 360°
 
Le selezioni musicali – INDIE-ROCK – saranno a cura di DJ RENT (ex dj del black out e di radio rock, ora dj su radio città aperta (88.900mhz), trasmette il sabato dalle 15 alle 17).
Ci sarà poi un BUFFET di raccolta fondi a favore della postazione romana delle Scritture di Strada, che il 7 maggio agirà all’interno di Villa Celimontana.
 
La solerte Melampira ci fa presente, ad ogni modo, che nel locale sono presenti due sale. In quella inferiore ci sarà il dj, in quella superiore altra musica di sottofondo, per chi non amasse il rock (che comunque non sarà di tipo "heavy").
 
A me quindi non resta che invitare i romani che passano di qua ad accorrere numerosi (e soprattutto, affamati!)
 
postato da: riccionascosto alle ore 09:46 | link | commenti (6)
categorie: roma
mercoledì, 26 aprile 2006

Scritture di Strada romane

La giornata di Roma è nata – tra mille impegni dei pur volenterosi bloggers romani – dalla felice unione delle idee apportate da Melampira e Isabella Moroni.

 

GIORNATA DELLE SCRITTURE DI STRADA DI ROMA

Si svolgerà presso Villa Celimontana, in collaborazione con un Gruppo della facoltà di Scienza della Formazione Roma 3 e Astra 19 spazio pubblico autogestito.

La scelta di Villa Celimontana ci consente di utilizzare un luogo piacevole e rilassato, ma anche capace di interagire con le peculiarità classiche dell’ambiente e di Roma stessa.
L’intenzione quella di creare un happening di scrittura estemporanea completamente libera mediante l’ideazione di postazioni accoglienti, invitando i visitatori con scritture creative esposte.
Il fine è quello di radunare in una sola situazione le caratteristiche fondamentali  della scrittura spontanea (un gesto fisico, corporale; un complesso inestricabile di valori estetici, linguistici, sociali, metafisici, come ha detto Roland Barthes) ovvero: 

 ü      liberazione (spogliata dall’aspetto di sapere istituzionale o scolastica, la scrittura diventa espressione pura). Liberazione quindi dai contesti soliti di produzione scritta,e dai sensi obbligati che spesso alla scrittura vengono attribuiti. 
 ü      scrittura personale come traccia di sé. 
 ü      scrittura reticolare o in contesti di reticolarità.

In queste direzioni forniremo stimoli ai visitatori.
Scrittura come liberazione e come creazione e produzione pura. Avremo supporti e materiali di scrittura vari e ognuno sarà libero di prendere e fare come, quando e quanto crede. In questo ambito vogliamo far “passare” l’idea che la scrittura non è solo quella degli Autori, ma che ognuno può diventare autore immergendosi nel piacere di scrivere.
Scrittura come traccia di sé Inviti e suggerimenti verso la dimensione personale della scrittura, verso i  ricordi da custodire in scatole(che saranno tematiche o per argomenti oppure per elementi comuni, come l’oggetto che fa scaturire il ricordo).
Reticolarità e la caratteristica di attività infinita, Suggeriamo un lavoro di scrittura collettiva e di scritture: storie da inventare insieme, storie famose da riscrivere, storie da completare, creazione di strisce di storia/e tramite la scrittura di brevi frasi su scampoli di stoffa, o mediante l’utilizzo di vecchi giornali.
Oltre questo rapporto viscerale ed emotivo con la scrittura Villa Celimontana ospiterà anche un “contest” di writers romani che si esibiranno dipingendo su grandi supporti una “scrittura” fatta di rabbia, creatività, felicità, politica e quanti altri messaggi potranno scaturire dall’interazione fra scrittura, colore e musica. 

Questo il  “cuore” del progetto (che trovate nella sua interezza qui ). Abbiamo tuttavia dovuto rinunciare a chiedere il contributo del Comune, visto che per vie ufficiose ci è stato detto – alla romana – “Non c’è trippa per gatti”. Ma l’intrepida Melampira non si è data per vinta… e ha organizzato una serata di finanziamento (i dettagli in un prossimo post).

Attualmente i bloggers (e non) coinvolti nella giornata - e che, si spera, interverranno domenica 7 maggio – sono:


Melampira (che ha coinvolto anche alcuni colleghi e docenti della sua facoltà)
Isabella Moroni (in prestito, il 7 maggio, alla giornata sabauda)
All
Saltino
Giorgi
Falco66 (il nostro “uomo all’Avana”)
Mela
Mannux
Giorgioflavio
Mary/scribacchina

(spero di non aver dimenticato nessuno... )
 
Aggiornamento:
Domenica noi saremo - dalle 10.00 alle 18.00/18.30 circa - nello spazio antistante l'edificio della Società Geografica, a poca distanza dall'ingresso di via della Navicella.
 
E voi?
 
Scritture di Strada a Roma - si ringrazia Blulu per il progetto grafico
 
postato da: riccionascosto alle ore 11:09 | link | commenti (5)
categorie: roma, come e perché
lunedì, 13 marzo 2006

Roma

Le parole si faranno strada a: Roma
(All, Riccionascosto, Giorgi, Saltino, MardinSibillaCumina, Melampira)
postato da: Effe alle ore 08:19 | link | commenti (14)
categorie: roma