LE PAROLE SI FANNO STRADA

Le scritture, si sa, hanno urgenze.
Le scritture chiedono strada.
Le scritture sono incontenibili, esondano dalle pagine di carta per inondare vie e piazze e cortili e noi. Domenica 7 Maggio andremo per le strade di ogni città, fermeremo i passanti e daremo loro la possibilità di scrivere, perché tutti hanno cose da dire, e la necessità di farlo subito, con urgenza perfetta, proprio in quel luogo tra asfalto e cielo.
Scriveremo le parole su lenzuola, specchi rotti, vecchie tegole, assi grezze e altro materiale di strada.
Le parole hanno voce in capitolo, e chiedono strada.
Liberiamo le scritture; le scritture, forse, libereranno noi.
(se vuoi sapere come, continua a leggere qui)



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7 Maggio 2006, Giornata Nazionale delle Scritture di Strada

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martedì, 27 febbraio 2007

Lento pede... la post-produzione romana

Era pronta da un po' di tempo, ma si era persa per strada.

Finalmente, però, è arrivata a destinazione.

Ecco, dunque, anche la post-produzione delle SdS Romane





(Grazie a Melampira e al gruppo che ha collaborato alla riuscita della giornata e ha prodotto il video)
postato da: riccionascosto alle ore 19:55 | link | commenti (4)
categorie: roma, postproduzioni
domenica, 04 giugno 2006

La prima post-produzione

Non ci posso credere che nessuno se ne sia ancora accorto.

Allora segnalo qui questo splendido video, finalmente pronto.

Con un grazie al brav’uomo.

postato da: Flounder alle ore 16:38 | link | commenti (9)
categorie: torino, materiali, postproduzioni
lunedì, 15 maggio 2006

Scritture di Strada brasiliane

Dal blog di Raquel (ricco di foto della Giornata)
Se essa rua, se essa rua fosse minha, eu mandava, eu mandava ladrilhar com pedrinhas, com pedrinhas.....
As escritas, todos sabem, têm urgência.
As escritas querem uma rua.
As escritas são irrefreáveis, fogem das folhas de papel para inundar ruas, praças e nós.
As palavras têm voz e pedem passagem.
Siamo riusciti a costruire la strada di parole. Parole in portoghese, in italiano, in spagnolo, in francese, in tedesco, in giapponese, in una lingua africana, in una lingua indigena brasiliana e in ebraico.
Non molta gente è venuta, ma quelli che sono venuti erano studenti, prof, i segretari, le signore che fanno la pulizia, il vigile del campus, giovani della pastorale universitaria, persone che frequentano il corso di aggiornamento per prof d’inglese e il corso sul microcredito.
Una mia collega di francese ha fatto parte della lezione durante l’evento. Aveva preparato a casa un’attività a partire della discostruzione (come si dice in italiano??) di un testo di Barthes che è diventato 3 poemi diversi.
Su tavolini e per terra c’erano…
…lettere dell’alfabeto per costruire parole.
…paragrafi da continuare
…un rotolone di carta per scrivere quello che si voleva.
…i sassi della nostra strada.
postato da: Effe alle ore 10:35 | link | commenti (5)
categorie: campinas
giovedì, 11 maggio 2006

Scritture e castelli - la Giornata di Otranto

(il diario di Renato)

Otranto, 7 maggio, mattina.
Portiamo volantini e manifesti in giro per la città vecchia, ancora insonnolita, col sole che intanto esce e fa capolino e si fa caldo.
In quel magico vuoto buttiamo parole, che crescano e germoglino un giorno.
Curiosi soprattutto i commercianti, i residenti; Paolo al bar Angeli Ribelli ci mostra una anonima scrittura da bar, alla Libreria Suoni dal mondo Sabrina sfoglia VIVA LA POESIA! e mentre cantiamo si avvicina una signora negoziante e canta poesie con noi!
Pomeriggio.  Il sole s’è fatto largo e noi allora ci sistemiamo all’ombra del Castello Aragonese, ad attendere la folla in passeggio domenicale: fogli sul muro del fossato, arriva Piero di Fondo Verri e scrive con la sabbia su un telo nero che ha steso sulla gradinata, arriva Giuseppe, poeta attore mimo, con Raffaella il bimbo e un amico, per la loro azione poetica. Un vecchio arazzo con cornice che prima diventa nero di vernice e poi fa da pagina alla poesia che a sera saluterà  Otranto sul Belvedere.
 
C’E’ QUALCOSA NELLA SOLITUDINE
CHE STRANAMENTE
NON CI LASCIA MAI SOLI
 
Proprio così.
Amici, amici di amici, conoscenti e sconosciuti, non ci lasciano mai soli nella nostra solitudine di “artisti di strada”. Gianni, Roberta, Anna, Michela e poi altri, tanti altri di cui non mi ricordo il nome: Francesca con la telecamera, non le scappa niente, assessori e passanti che si fermano e si informano. Pochi scrivono. Ma leggono guardano sorridono persino.
E più tardi sono un nugolo di bambini ai giochi domenicali che si meritano qualche brano di VIVA LA POESIA, Renato Dario Stefania e Tommaso col fuoco per finire… poi Piero recita una poesia d’amore che un signore poeta timido non osa dire a sua moglie presente. E poi applausi saluti baci e appuntamenti.
Stranamente, le scritture ad Otranto sono parole e contatti, corpi, voci, sorrisi.
Trionfo della oralità, viva, con le scritture opache, sovrabbondanti, assordanti.
Domani tornerò nei luoghi: dopo vigili assessori tecnici da ringraziare, tornerò a ringraziare i luoghi, quando vuoti respirano e dai loro fiati attenderò la rivelazione delle loro scritture.
A risentirci.
 
rgr
2006-05-09
postato da: Effe alle ore 09:37 | link | commenti
categorie: otranto
mercoledì, 10 maggio 2006

Immagini & Immaginario

Mentre a Torino il poeta obliquo Arsenio Bravuomo è in camera di montaggio per realizzare uno spettacolare filmato sulla Giornata sabauda delle Scritture di strada, qui e là si possono indovinare parole e colori delle diverse città coinvolte.
Qui e là sarebbero, in ispecie:
Incipit Channel TV, (Torino), un blog di postcast su tutto ciò che è inizio (di Giorgio Levi);
Flickr (un pool che per ora ricomprende Torino, Milano, Roma e Fiano Romano): 
Almostblue  (Roma)
Flickr (Napoli - S. Maria Capua Vetere)
Flickr (Torino)
Astrogigi (Svizzera)

Segnalateci, se volete, altri contributi immaginifici.

postato da: Effe alle ore 08:58 | link | commenti (4)
categorie: come e perché
martedì, 09 maggio 2006

UNA GIORNATA PARTICOLARE
 
Note a margine di una giornata che è stata sicuramente questo e, altrettanto sicuramente, molto altro.
 
La piazza, tonda, tonda. Il vigile che mi dice che non mi posso fermare e io rispondo che devo solo scaricare del materiale e poi prometto che posteggerò bene. E il sonno di un mattino allerta e scotch pinze tenaglie filodiferro penne pennarelli cordini per legare ... Elena fai da bolla... è dritto il pannello? Se sei donna e per di più alta poco più di un metro e un cazzo cosa puoi fare se non l'assistente primaria? Si monta e si smonta (ché abbiamo pure cambiato idee in fase di allestimento) e si guarda, si osserva, ci si interroga, e io penso chissà gli altri a Milano, a Roma e in giro? Noi, indossate le nostre magnifiche magliette, siamo lì alacremente industriosi, non ci comandiamo, ci assecondiamo felici e questo è già il primo buon segno. E poi è segno davvero quello che dobbiamo lasciare per sconfiggere il timore dello spazio bianco che è piccolo ed è enorme a Torino. Pitturiamo e coloriamo pure i palloncini e un bambino ci aiuta a tirar fuori le bottiglie dipinte e quelle caramellate ognuna col suo racconto blogger dentro... uno di voi - ma non so chi - aprendone una è stato salutato con un  ho trovato dentro poesia ... che poi “la poesia non vende” come si sa, e come ci scrive una poetessa vera sul pannello tatzebao sovrapponendosi alle parole calligrafe che lo trapassano come un dardo da parte a parte, alla storia del gatto matto, al dialogo sui venditori di palloncini tristi (davvero, tristi, loro, al nostro fianco) e alla scrittura persiana di Hamid Ziarati capigliatura folta, mossa, scura e fluente che arriva rapido e silenzioso come un folletto a lasciar presenza del suo passaggio.
E poi il sussurro del mattino diventa voce piena e canto e grida e brusio e musica che il dj basettoni ci regala alle nostre spalle tra una chiacchiera e l'altra con l'apemaiagiallaeneraneragialla e tanto (mah!) gaia dell'892424... c'è aria di festa, chi ci chiede del torneo di scacchi, chi dell'haka, la danza maori. E intanto si osservano i due graffitari da noi scritturati che scaricano bombolette colorate. Si sovrappongono persone, mani che impugnano e occhi che leggono e voci timide o curiose. C'è chi dice che non sa, che non può, che tentenna, nicchia, ma non si allontana... gira attorno orbitante e sta un po' a guardare, come si fa con un gioco ambito se la timidezza ci assale, e poi via, giù a scrivere per delle mezz'ore pure, capo chino, a liberar parole senza consulto, vocabolario o altro e noi discreti ci scostiamo per non invadere lo spazio di un pensiero, di un ricordo, di una storia inventata o nascosta chissà dove, che sembra volteggiare sopra il capo e vigili romantici che scrivono di donne perdute e inafferrabili come ombre e ragazze spagnole che urlano maiuscola LIBERTAD e bambini coi fratelli monelli e bambine possedute da filastrocche che devono scrivere sino all'ultima rima e improvvisi volti conosciuti – il mio compagno delle medie e del liceo nonché mio primo fidanzato che ha dischiuso la mia bocca ai baci ... “che ci fai tu qua? “ci abito ad un isolato e tu, invece?” “io ci scrivo!” e lo trascino sorridendo a lasciare le sue parole in pegno di altre che gli verranno regalate e in quel mentre gli chiedono di leggere ciò che ha scritto per un video e lui legge la prima frase (faceva sempre temi sintetici) ma non la seconda che dice posso leggere solo io e c’è un “meno male che il mondo è davvero piccolo, perché oggi ho incontrato Elena e sono contento” e che il mondo sia piccolo davvero è una frase ricorrente in questi giorni e poi nomi cui finalmente dai volto, parole che diventano corpo e sguardi e intonazioni e innervature e rossori e poi colmare la fame e il languore con pizza e vino e birra e dolcetti arabi buoni buoni e noi che siamo lì, guardiamo osserviamo commentiamo blocchiamo persone domandiamo sorridiamo ci fermiamo per attimi interdetti e poi ripartiamo come rombi di motore e il tempo si incammina verso sera e noi siamo ancora lì a guardare e a guardarci, complici i sorrisi. Le scritture di strada lasciano traccia. Come mi avessero scritto addosso. Mi hanno inchiostrato i tendini e le sinapsi. Sensazioni tatuate senza dolore. E felicità appuntata, spillata, incollata, disegnata. Di quella che arrivi a casa e ti addormenti docile come un bambino stanco esausto dal tanto giocare e che sogna già la prossima volta. E il divano è culla.
postato da: e.l.e.n.a. alle ore 11:51 | link | commenti (6)
categorie: torino
lunedì, 08 maggio 2006

Scritture di strada boschiva


Ovvero parole nel bosco di Colombina, a Meride (MENDRISIO-SVIZZERA)

Ci sono state, le parole, assieme al sole, e alla gente.
Colorate, giocose e impertinenti.
Su superfici altrettanto colorate, giocose e impertinenti.

Parole libere e alla comanda, randagie o costrette dentro percorsi. 
In barattolo di vetro, in forma di incipit.
Parole ( a tranci) su pagine di carta e su strisce a incollo. Parole alla mano da appoggiare sulla stoffa, ma anche appese ai fili, tenute su da mollette, trasformate in oto-scritture: parole-orecchino, da appendere su nastri e pizzini e, come tali, subito fuggite, ben attaccate all’orecchio delle legittime proprietarie…
Liberate (grazie alla cancellazione) da articoli di giornale in cui erano diventate stanziali…
E, ancora, mescolate al cibo, tanto che son finite sui grembiuli, nei bicchieri, sulle pasta: tutta una piccola collezione di lasagne da forno istoriate da improbabili ricette (dai medaglioni di cervello appannato a bistecchine di mucca fulminata, che ben si sposano con un’Irina in brodo e con la focaccia del Santo, grondante Fede, Speranza e Carità…)
Le scritture ssi sono appoggiate anche sui camici degli astronomi/ottici.

Sono state parole “tra noi leggere”, preparate con l’aiuto di cioccolatini svizzeri e risate, attorno a un grande tavolo, il giorno prima e la sera, poi lasciate correre fra gli alberi, come biglie, dentro ad un accampamento di rasserenante umanità.

Deli-Melusina (www.giornifelici.splinder.com) ha descritto il tutto così:

“C'era.
Una bimba e Colombina a cercare mughetti.
E la ragazza degli orecchini di pizzo.
E un cuoco per parole rosolate con lasagne in ricetta.
E un papà delle stelle mattiniere
E un cane ladro di brioche, un uomo nuvole e una donna sorridente.
E nastrini filanti, veli appesi, biglietti provocanti e parole assolutamente non traquillizzanti.
E cibo in abbondanza su coperte nei prati.
E passanti di lingua straniera, con rampichini e calzoncini.
E la storia dell'eremita che poi i buoi lo portarono a valle.
E due trentini, due cugine e una donna col vaso degli incipit.
E due bambine, tre ragazzine.
E tre amiche sermidesi.
E un ragazzo e un uomo saggio.
E una donna a lavorare ai ferri. Col mio maglioncino talvolta.
E un papà rilassato. E mio fratello spaparanzato.
E due colleghe ingaggiate. E una mamma sorpresa.
E due palloni e parole saltellanti fuori dalle gabbie. Salvo alcune apposta incasellate, vicine vicine alle parole cancellate.
E un amico vicentino e un poeta discreto.
E carte predizione insistenti e inopportune.
E una casetta di rami tra gli alberi.
E un cielo azzurro e pervinche nei prati:
E un sentiero che portava altrove.
E tavolini che invitavano a rimanere.
E...”

postato da: colfavoredellenebbie alle ore 23:50 | link | commenti (1)
categorie: mendrisio svizzera

Fra Torino e Roma libere scritture e liberi scrittori

Avrei voluto essere ovunque, ma sono riuscita ad essere soltanto in due piazze.
Volando nel cielo coperto di Torino fino alla sera splendente di tramonto trovata, come un elisir miracoloso a Roma.

E' cominciato tutto quando i miei amici torinesi mi hanno portata a Piazza Robilant dove, nascosto fra due grandi platani ed appoggiato ad una ringhiera sgocciolata della resina dei pini, s'apriva il gazebo orientaleggiante, candido e argentato che il Comune aveva prestato ai liberatori sabaudi di scritture.

Sotto il gazebo un accavallarsi di tavoli, striscioni, grate, fogli, supporti; le scatole per la "raccolta differenziata di parole", i rulli per le "parole a metro", le tegole porose dove il pennarello prende male e forse occorrevano i colori a cera, lo splendido tazebao (qualcuno ricorda questa parola?) scritto con le frasi di manginobrioches e dipinto con un'interpretazione della notte di Mario, cartoni per lasciare muri immaginari ai writers, palloncini che rendevano volatili le parole, pennarelli, penne, colori, pennelli, vernici, ritagli di stoffa, lenzuola e c'erano tutte quelle bottiglie, decine di bottiglie, centinaia di bottiglie: bottiglie da mezzo litro e da un litro e mezzo, bottiglie bianche ed azzurre e verdine e poi quelle dipinte, quelle su cui erano stati colati gli acrilici, bottiglie incartate a mo' di giganti caramelle in veline ultracolorate, bottiglie ripiene di scritture da offrire in cambio di quelle depositate.

Il libero scambio delle parole.

C'era Elena stretta al suo zainetto e vigile; Arsenio Bravuomo con il suo pc (non portatile...) che stampava poesie sulla carta intestata, c'era Blulu che ha portato i colori, i biscotti ed il vino (ma proprio mentre io dovevo andare via), c'erano le pizze margherita tonde con le lattine giganti di coca e di birra, ma soprattutto c'era Effe seducente provocatore di mamme, bambine, cicliste, guidatrici di ambulanze, mogli preoccupate di quel che avrebbe detto il marito, mogli di mariti scrittori, famigliole affamate, aiutochef bengalesi, gonfiatori di palloncini.
Tutti (o quasi) hanno scritto qualcosa.
Ho temuto finanche che volesse istigare anche il tassista che m'era venuto a prendere ed avrebbe fatto bene perchè, nel tragitto fino all'aeroporto, s'è rivelato un animo poetico ferocemente legato alla terra d'origine dei suoi padri. La Puglia.

Ho lasciato Torino nel momento più afoso della giornata, relegata nelle ultime file di un aereo stracolmo, con gli addetti alla sorveglianza troppo addetti e troppo sorveglianti che mi hanno scovato delle forbicine da unghie nel bagaglio a mano costringendomi ad alternative improbabili.

Sono arrivata a Roma con oltre mezz'ora di ritardo, correndo verso Villa Celimontana dove stava finendo lo spettacolo di Argillateatri.
E lì c'era il sole, ed un tramonto fresco, c'erano gatti tigrati dalla coda mozza e giovani cani bianchi e c'erano tutti i ragazzi della Facoltà di Scienze della Formazione con le magliette scritte a pennarello e la porporina nei capelli. C'erano barattoli, scatole, autori smembrati e ricomposti, c'erano i pezzi di una Smart presa allo sfascio graffitati da glitter ed altre diavolerie, c'erano tutte le stoffe che aveva portato
Pastamista, c'erano i lavori dei bambini che s'erano ingegnati con i colori a dita, ma anche col gioco del Rinoceronte Rosso Recalcitrante... una storia lunghissima fatta solo di parole che iniziavano con la R.

E Riccionascosto mi ha raccontato che era venuta Giorgi e All, che erano passati Almost58 e Mardin, che una sposa s'era fatta fotografare davanti alle scritture, che era venuto il TG Regione ed aveva fatto un servizio notevole andato in onda la sera alle 19,30 e che, nonostante avessero negato l'uso dell'energia elettrica, gli attori di Argillateatri avevano ugualmente fatto il loro spettacolo "in verticale" offrendo a tutti un momento di vera liberazione e di autentica libertà.

Tornata a casa ho trovato nei commenti un "ma che bello" firmato da teatrodentro. L'ho raggiunto sul suo blog ed ho scoperto che è un detenuto di Torino che fa parte di un progetto di scrittura.
Ed allora ho pensato che dopo aver liberato le scritture sarebbe ora di liberare gli scrittori e che la prossima giornata potrebbe fare anche del carcere una strada.

E per finire a Roma un grazie speciale a Sabrina/Riccio che è stata davvero una tigre (o una leonessa), a Chiara che con il suo gruppo ha saputo inventare migliaia di occasioni, a tutti quelli che sono intervenuti e che hanno scritto in questa giornata il primo capitolo di una nuova storia.

postato da: scialliventagli alle ore 20:58 | link | commenti (6)
categorie: roma, torino

Scritture a colori

Alle grigie (e non solo in senso meteorologico) previsioni della vigilia, Roma ha contrapposto i colori della giornata delle Scritture.

Il bianco delle magliette, coperte poi da scritte colorate: rimarrà nella storia della giornata il “bella zii” sulla maglietta di Paul, che tanta curiosità ha destato nel cameraman del TG3.  "Perché" sia stato scritto, però, è rimasto  tra i tagli in sede di montaggio. 

Il rosso “da non usare” per riguardo a dreca, ma che saltava fuori dappertutto: nella gonna di melampira, nelle borse mia e di Giorgi, nelle scritte sulle magliette ("Era un'era" recitava quella di heraclitus), persino nella grande pentola in cui la generosa e instancabile mamma di cyberalice ha compresso circa due chili di insalata di riso, che ci hanno sfamato tutti.
Che rosso e nero poi, non vadano sempre d’accordo, lo diceva pure il foglietto che un bambino ha scritto a spiegazione del segnale di divieto di sorpasso: “Vietato alle macchine rosse stare accanto alle macchine nere”. “E perché?” si chiedeva una bimba, leggendo. “Forse perché non sono milanisti” rispondeva, seria, la sua compagna.

E poi il verde del foulard di Giorgi e della maglietta di sua figlia Giulia, vera star della giornata, che con le sue amiche si è divertita a scrivere di tutto, perfino di “aranciate amare anche africane” oppure di “rinoceronti rossi ruminanti”.

L’azzurro del tunnel di Francesca, che i bambini percorrevano prima di arrivare al grande foglio bianco su cui potevano colorare con le mani, “aiutati” dagli adulti che si divertivano forse più di loro.

L'argento onnipresente delle macchine fotografiche di Stella o delle telecamere della TROUP, la troupe di instancabili ragazzi che ci hanno seguito per l'intera giornata, fino a esaurimento batterie.
Il rosso, ancora, delle spalle di melampira o del mio naso, a fine giornata.

Il giallo della grande S che iniziava il “telale” di Francesco, il giovanissimo writer che era arrivato a Villa Celimontana “perché mio padre non vuole che io scriva sui muri”. Ma ha scoperto che i writers avevano rinunciato all’ultimo momento, quando non era stato dato il permesso per l’amplificazione. E ci ha provato, Francesco, a lasciare una traccia - sulla tela almeno - anche se guardava sconsolato il foglio su cui aveva tracciato la bozza e diceva “non ci entra”, e poi quando è finita la bombola ha usato anche la tempera.

Il nero degli abiti degli altri writers che, come Francesco, sono arrivati cercando i compagni che non c’erano, e dopo un poco andavano via: solo un altro si è fermato, a dividere con noi la sua arte.

Ma l’assenza di musica non ha fermato l’intrepido quintetto di Argillateatri: ed eccoli, allora, srotolare metri e metri di carta avorio, antica eppure intonsa, invitando tutti a scrivere qualche parola. Così ogni tanto qualcuno arrivava, afferrava un pennarello e andava via dopo aver scritto, senza magari dire una parola. E in silenzio, poi, il grande elefante arrivò alla torre d’avorio, che nel frattempo era stata costruita, per invitare gli altri a dare uno sguardo al suo interno, dove ferveva un movimento che, a poco a poco, portava alla liberazione e al dono.

E poi il marrone del pelo di Shock, che ha dato il suo contributo alla giornata scavando una buca dove poi ha trovato “riposo” la sabbia della grande scatola su cui, a turno, avevamo tracciato scritte e ideogrammi con un bastoncino.

E ancora il nero, infine, dei sacchi a racchiudere i resti della giornata, e i colori delle scatole a racchiudere invece le storie scritte e ancora da pensare.
 
Tante, ancora, sarebbero le cose da dire, e oltre ai colori ci sono i suoni delle voci amiche dalle altre piazze delle Scritture (Effe, Flounder, Zu, Isabella che poi ci ha raggiunto in chiusura, “ponte umano” tra Torino e Roma), i sorrisi dei bambini e degli adulti, le domande con e senza risposta. Ma questo è solo un assaggio, il resto magari verrà poi. Oppure no.

Aggiornamento:

Altri sguardi e parole sulla giornata romana li trovate da GiorgiMelampira

postato da: riccionascosto alle ore 19:52 | link | commenti (3)
categorie: roma

Ma voi siete del Comune? Della Protezione Civile? Della Parrocchia?

Non farò un resoconto organico, no.

Solo le cose che più mi hanno colpito, in bene e in male.

La piccola Francesca, sette anni, che non riesce a tirar fuori il suo pezzetto di favola. Non ci riesce mai, mentre gli altri bambini fanno gara a chi le spara più grosse e fantasiose.

La mamma le siede accanto e non la molla un istante, la opprime. Le controlla le parole e perfino i pensieri. Quando arriva il padre e le chiede: e lei cosa ha detto?, scuote la testa con una specie di disprezzo.

L’onesta famigliola mamma, papà, figlio in divisa da boyscout che si presentano in prossimità dell’ora di pranzo. Si siedono spontaneamente, scrivono compunti e dopo ci leggono il tutto, ad alta voce. Arrivano sorridenti e se ne vanno ancora più sorridenti. Soddisfatti. Col senso di aver fatto qualcosa di importante, una missione civica: la città chiama e loro rispondono.

La moglie del metalmeccanico che mi racconta in disparte: mio marito è un poeta.

E’ così, signora, rispondo. Un metalmeccanico deve essere un poeta per resistere.

Lei se lo appunta su un foglietto e poi lo chiama a scrivere. Una bella storia di biciclette, poetica per davvero.

La gente che arriva decisa, che senza nulla domandare si guarda intorno, prende foglio e penna, chiude, imbusta e se ne va.

La maestra delle elementari che vuole capire che cosa si fa qui e se è coerente con il Piano di Offerta Scolastica. Non ride mai, nemmeno quando vorrebbe.

Momenti di divertimento puro: cadaveri squisiti a palate, incipit e finiscit, un boccione di vino tremendo che gira per i tavoli.

Il rom con il violino che arriva a piazza vuota, mentre siamo distrutti dall’afa, e intona ‘O sole mio, fino a che Andrea gli chiede musica del paese suo e gli offriamo un panino e vino e un caffè.

Ci scrive poi una lunga storia di ricoveri ospedalieri ed ernie del disco, ma non ce la sa spiegare in italiano.

Impressionante lo sforzo che mostra nel tenere in mano la penna rispetto alle leggerezza nel maneggiare l’archetto.

Un sole di pazzi. Poi una minaccia di temporale, poi di nuovo l’afa.

Le polacche in libera uscita che scrivono una canzone, poi si mettono in riga e ce la cantano.

Il filosofo che non si ferma, ma dice: belle queste iniziative, la prossima volta verrò.

Perché non adesso?

Perché no.

Poi ripassa: sono stato brusco?

Più che altro deludente, risponde Andrea. Per essere un filosofo, quanto meno.

Allora si siede e scrive. La nostra idea, a fine giornata, è che la moglie lo tradisce.

Elisa di 4 anni che va in giro con la teiera piena di binomi fantastici e la campanella e invita i passanti: pendi, pendi, senza guaddae, peò.

La ragazzina sedicenne che alle sei e mezza riceve una telefonata dalla mamma e risponde: ti prego, mamma, torno più tardi, sono in piazza a scrivere. Mi sto divertendo troppo, venite anche tu e papà.

L’enorme tavolata dai dodici ai sessant’anni, tutti con gli occhi chiusi, ipnotizzati da Gaetano che suona i suoi strumenti e li invita a storie da mille e una notte.

Gli studenti che ci danno del lei, ci chiamano signore o signora. Le k, i nn, i tvb, i x e i xké.

I bambini che invece ci chiamano signorine. Il tredicenne che prova a scrivere con l’Olivetti e si stupisce: ma come facevate a usare queste cose primitive? Ci vogliono i muscoli.

I collegamenti al telefono con Riccio, Effe e Zu per gli aggiornamenti dalle piazze.

I saluti. Gli abbracci. I baci.

Il fantastico Preside, che avrebbe continuato fino a notte.

Il gentilissimo sponsor dei quaderni della Storia, che ce ne aveva destinati mille.

La divertita e mitica assessora, inutile dirlo.

I goliardici bloggher napoletani che arrivano nel pomeriggio carichi di altre novità e racconti e sorprese.

Le super femminone amiche mie con energia ed entusiasmo da vendere.

Le magliette stampate male ma di cui andiamo tuttavia fierissimi.

Le enormi bacheche che ospitano il botta e risposta di professori e alunni.

Quelli che dicono: non ho tempo e poi restano un’ora.

Quelli che si schermiscono: non so scrivere e poi vogliono sapere quando lo rifarai.

Quelli che propongono: posso andare a casa a prendere un romanzo che ho nel cassetto?

Quelli che chiedono: mi posso iscrivere a quest’associazione?

Quelli che in auto rallentano, guardano, chiedono e infine parcheggiano.

Quelli che si stupiscono: che? Non vi conoscevate, prima? Eppure sembrate amici da sempre. Non ci credo, no.

E io che non ho scritto niente, perché a mano non so scrivere.

postato da: Flounder alle ore 16:58 | link | commenti (26)
categorie: s maria capua vetere

la Giornata a Torino (the day after)

Giornata di vento, di sole e di scritture in controluce.
Le parole sono state liberate in così gran numero, che ora ne restano poche (e del pari le forze) per ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la Giornata, in terra sabauda e altrove.
Grazie a chi ha pensato e realizzato l’iniziativa, a chi si è presentato per dare una mano, a chi è venuto da lontano, a chi ha lasciato un sorriso e a tutte le mani senza nome che hanno lasciato segni e parole.
A presto, con resoconto e immagini.

aggiornamento

Amir (Aladin) ha creato un pool su flickr dove tutti gli scrittori di strada potranno inviare le foto da pubblicare

postato da: Effe alle ore 10:31 | link | commenti (3)
categorie: torino
domenica, 07 maggio 2006

fiano, interrogata, rispose..

postato da: SENZAQUALITA alle ore 18:58 | link | commenti (2)
categorie: fiano romano
venerdì, 05 maggio 2006

Scritture di strada milanesi

in piazza Bausan

Insieme a Zu ci saranno Su, Narsil, DadaUmpa e Copiascolla.

In forse la partecipazione straordinaria di Fraps, Rillo, Aladin.

Previsto l'arrivo di Ecate, annunciata una possibile capatina di Broono.

Adesione pervenuta da Irene, si attendono conferme da Eveline, SuperCopy, Pispa, Ethico...

E tu?

aggiornamento

Amir (Aladin) ha creato un pool su flickr dove tutti gli scrittori di strada potranno inviare le foto da pubblicare

 

postato da: Effe alle ore 11:39 | link | commenti (16)
categorie:
mercoledì, 03 maggio 2006

Trenta righe Trenta

Sulle pagine culturali di Repubblica (numero del 3 maggio), Loredana Lipperini - giornalista, nonché autrice di programmi radiotelevisivi, nonché scrittrice e saggista, nonché autrice del lit-blog Lipperatura - dedica trenta righe alla Giornata delle Scritture di Strada.
Dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, un grazie collettivo.
(il pezzo
è online qui).

aggiornamento: qui il pdf dell'articolo.

postato da: Effe alle ore 09:29 | link | commenti (3)
categorie:

Scritture di Strada brasiliane

Scrive Raquel dal campus universitario di Campinas, dove insegna:


"Ho intenzione di costruire una strada vera e propria e perciò sto raccogliendo sassi sui quali potremo scrivere parole.

Parole a cui teniamo per motivi diversi.

Poi comprerò un po' di cemento e quella strada la faremo. E non è una metafora.

Penso di costruire una scatola e cementare i sassi, come una strada (visto che sicuramente non mi daranno il permesso di cementarli sulla strada vera e propria.)

Poi la lascerò davanti al nostro centro. Come un monumento o un memento. E non chiederò il permesso a nessuno perché io odio chiedere i permessi.

Per i testi che magari le persone vorranno scrivere porterò un rotolo di carta. Come la Torà.

Penso di portare alcuni testi e lasciarli al vento, come i panni che si asciugano. Testi vari. Testi belli di scrittori brasiliani e non. E testi sulla scrittura.

Io non sono una che scrive, ma una che vede e pensa molto. Ma voglio partecipare perché penso che l'iniziativa sia bellissima.

E poi sarà un seme piantato su un campus. I fiori verranno dopo.

Un forte abbraccio

Raquel

postato da: Effe alle ore 09:19 | link | commenti (4)
categorie: campinas
martedì, 02 maggio 2006

Scritture in Campan(i)a

Grazie al verbale di riunione prodotto dall'ottima Hanging Rock, eqquequà il programma campano. Olè):
Dopo una riunione durissima e un brain storming sfibrante, si è addivenuti al seguente intendimento:
 
Le scritture di Napoli ci saranno, autorizzazione o no. Si svolgeranno domenica mattina e saranno itineranti fino alle estreme conseguenze. Il gruppo di madonnari dell'arco, senza arco ma con un bel cestino in mano alla Cappuccetto Rosso, si riuniranno domenica mattina a via Caracciolo, e la percorreranno a piedi dalla colonna spezzata fino a Ciro a Mergellina, armati di faccia di corno, magliette con il logo di scritture di strada sul davanti e righe bianche sul retro, rotoli di carta per calcolatrici, fogli di carta, penne e pennarelli, e inviteranno ignari passanti (per lo più polacche e tamarri dei quartieri) a scrivere sui fogli, sui rotoli, sulle magliette. Se ci riusciamo, uno di noi si veste da uomo-panino e si fa scrivere addosso. Uno dei giochi che si proporrà di fare è quello dei binomi fantastici di Rodari. 
I poveri passanti saranno invitati a estrarre due parole e a costruirci su una storia, una frase, una poesia.
 
All'ora di pranzo,  ci si trasferisce tutti a SMCV, da Flounder, e lì si fanno le scritture tutti insieme.
 
A SMCV, in mattinata, si svolgeranno due sessioni di SDS:
a) una, alle 10.00, con i bimbi delle elementari, in cui li si inviterà a giocare a mischiare le fiabe per inventarne delle nuove
b) una, alle 12.00, con i ragazzini delle medie, in cui si proporranno vari giochi: tautogrammi, ABC, inventare storie con delle parole date, acrostici.
 
Dopo pranzo, il gruppo dei napoletani parte alla volta di SMCV (con panino per Flounder in attach).
Nel pomeriggio, riprendono le sessioni di scrittura. Dalle 16,30 alle 18 si fanno le SdS con i ragazzi delle scuole superiori, a cui si proporranno i seguenti giochi: Esercizi di stile, storie a partire da uno spunto, mimi,ecc.
Durante tutto il pomeriggio, e in particolare dopo le 18, si organizzeranno delle sedute di scrittura anche per gli adulti, con i seguenti giochi: baratto di barattoli, pizzini al malamento, urne delle lettere d'amore e dei ricordi tristi, storie con pezzi di giornale (composizione o cancellazione di parole), scrivimi addosso (detto anche uomo panino), cadaveri squisiti e in putrefazione.
Abbiamo due filmmaker, svariati fotografi e sostenitori morali.
Ringraziamo infine - a Santa Maria Capua Vetere - il Comune per il patrocinio e lo sfruttamento del suolo pubblico, la libreria Il Cenacolo e il Caffè Letterario Slowly per la produzione del materiale promopubblicitario, la cartoleria Genius Point per i materiali di consumo e il liceo classio Cneo Nevio per sedie, banchetti e lavagna.
postato da: Flounder alle ore 10:50 | link | commenti (8)
categorie: napoli, s maria capua vetere
venerdì, 28 aprile 2006

Scritture di Strada Romane - serata di finanziamento

"Non c'è trippa per gatti". Questo, il messaggio – arrivato assolutamente per vie non ufficiali – dal Comune, a proposito della richiesta di un contributo per le Scritture di Strada romane.
Anche per i tempi ridotti, quindi, si è dovuto rinunciare al contributo pubblico, ma l’intrepida Melampira non si è data per vinta.
Con l’aiuto di alcuni amici universitari, ha dato vita a una colazione alla Facoltà di scienze della formazione (Roma 3) che si è svolta nei giorni scorsi, riuscendo poi a ottenere un “gemellaggio” per una serata in un pub romano.
 
Mercoledì 3 maggio 2006
 
al
 
TRECENTOSESSANTAGRADI
(via degli Equi, 57 – S. Lorenzo - ROMA)
 
GEMELLAGGIO
 
tra le
 
 
SCRITTURE DI STRADA
 
  
e la
 
SERATA QUINDIE?
 (OGNI MERCOLEDI’ AL 360°)
 
  
quINDIE? - Ogni mercoledì al 360°
 
Le selezioni musicali – INDIE-ROCK – saranno a cura di DJ RENT (ex dj del black out e di radio rock, ora dj su radio città aperta (88.900mhz), trasmette il sabato dalle 15 alle 17).
Ci sarà poi un BUFFET di raccolta fondi a favore della postazione romana delle Scritture di Strada, che il 7 maggio agirà all’interno di Villa Celimontana.
 
La solerte Melampira ci fa presente, ad ogni modo, che nel locale sono presenti due sale. In quella inferiore ci sarà il dj, in quella superiore altra musica di sottofondo, per chi non amasse il rock (che comunque non sarà di tipo "heavy").
 
A me quindi non resta che invitare i romani che passano di qua ad accorrere numerosi (e soprattutto, affamati!)
 
postato da: riccionascosto alle ore 09:46 | link | commenti (6)
categorie: roma
giovedì, 27 aprile 2006

è iniziata la kermesse di Fiano

posteril 7 maggio, giornata delle scritture, coinciderà con uno degli eventi più movimentati dell'anno: ovvero, le comunioni dei piccoli fianesi - a partire dalle ore 10:00, l'associazione rinoceronteincatenato, la sottoscritta e gli allievi della scuola di recitazione gestiranno 7 postazioni di scrittura, dislocate lungo la "passeggiata delle mura" (spazio che offre alla cittadinanza un piccolo giardino e un tratto bonificato dei bastioni del borgo, lastricato e attrezzato con lampioni, panchine, piante, fiori ecc, appena inaugurato) - ogni postazione prevede un gazebo con sedie, tavoli, tazebao, materiale per la scrittura e cesti per la raccolta dei manufatti - i ragazzi (riconoscibili per via delle magliette spennarellate e ricoperte di scritte autografe) potranno, a propria discrezione, intrattenere i viandanti con chiacchiere, incitamenti, bevande, dolci, recitazione a soggetto e lettura di brani di libri - saranno apprezzatissimi ospiti, infiltrati e scriventi di qualsivoglia nazionalità, purché disposti a lasciare una loro traccia..

oggi saranno spediti gl'inviti con il programma dell'evento - quindi si procederà alle affissioni dei poster e delle locandine (quanto citato verrà fornito dalla gentile amministrazione comunale: pertanto, si anticipano i ringraziamenti a Tarquinio Splendori, sindaco) - sopra, il poster (prossimamente, foto delle t-shirt) - a tutti, un in bocca al lupo - gabryella

postato da: SENZAQUALITA alle ore 16:34 | link | commenti (2)
categorie: fiano romano

Scritture di Strada a Torino

Nella capitale sabauda la Giornata Nazionale delle Scritture di Strada ha ottenuto il patrocinio della Città e della Provincia.

Saremo ospitati, con le nostre bottiglie di scrittura, le parole al metro, la raccolta differenziata di storie, le tegole e le lenzuola di scrittura collettiva, all’interno di uno degli eventi realizzati nei quartieri della città dalla Fiera Internazionale del Libro.

Cerchiamo attori di strada, musici, graffitari e writers per dar corpo alle parole che verranno scritte.

Mentre intorno a noi sfileranno scrittori di lingua straniera, editori locali e danzatori maori, noi raccoglieremo le scritture a margine, quelle impensate, quelle impossibili.

Le scritture da liberare.

In piazza Robilant, fronte civico 16 (ex Palazzo Lancia)

Non aspettateci, vi sorprenderemo.


postato da: Effe alle ore 09:12 | link | commenti (9)
categorie: torino, come e perché

Scritture di Strada a Otranto

Otranto la Giornata ha avuto il patrocinio del Comune, e verrà realizzata con il contributo di Lega Ambiente - Sezione di Otranto. L'iniziativa è promossa da Teatro Naturale di Otranto, Salento Buskers Festival e Fondo Verri di Lecce

PREMESSA

Come poteva mancare Otranto tra le città coinvolte nella Giornata Nazionale delle Scritture di Strada, 7 Maggio 2006, se essa può storicamente vantare una millenaria primogenitura: quasi mille anni fa qui si è scritta poesia, al Circolo Poetico Idruntino di Shabbetai, Meiuchas e Monachem Corizzi, ancora prima la Parola (sacra e profana) è stata da queste parti copiata, alla Biblioteca del Monastero di Casole, e ancora prima, nelle vicinanze di Otranto, dentro le grotte di Porto Badisco, antichi progenitori hanno dato vita a figure e fregi che stanno ai primordi della scrittura umana. Come poteva dunque mancare Otranto, luogo antico di scritture e lingue che si incontrano?

DESCRIZIONE MANIFESTAZIONE
In una luminosa giornata di primavera, ad Otranto, sul Lungomare degli Eroi e nelle zone circostanti, di fronte al Mare, abitanti e turisti saranno invitati a partecipare a una vera e propria  ri - appropriazione della scrittura, del gesto umano di tracciare segni dotati di significato. Gesto oggi così semplice e forte da disporsi dovunque, su superfici di ogni tipo, non solo sulla deperibile carta, ma su plastica, gomma, vetro, legno, pietra … Stimolati da scrittori animatori, in area predisposte e attrezzate, partecipanti di ogni età realizzeranno “opere” svelte e colorate, ”libereranno le parole”, che saranno ufficialmente messe “on the air” alla conclusione della manifestazione, alle ore 19. Dal pomeriggio artisti di strada del Salento Busker Festival daranno il loro apporto al Grande Gioco della Scrittura di Strada. Alle ore 18 con VIVA LA POESIA! si darà inizio alla fase conclusiva della manifestazione.

PROGRAMMA
Ore 10
Inaugurazione Manifestazione. Entrano in attività gli animatori e i tavoli di scrittura.

Ore 12
Passeggiata per il Centro Storico alla ricerca di luoghi adatti per scrivere: cartelli “scritture in corso” in 6 luoghi storici della città, San Pietro, Cattedrale, Fossato, Bastioni, Porto, Castello Aragonese.

Ore 13
Aperitivo letterario. Presso un bar del Centro Storico, mentre si assaggiano buone bottiglie di vino salentino, letture e scritture dedicate al rapporto tra vino e scrittura

Ore 15 Caffè Letterario. Presso un bar del Centro Storico, mentre si beve un buon caffè salentino, letture e scritture dedicate al rapporto tra scrittura e caffeina. Ripresa delle attività dei tavoli di scrittura

Ore 17
Comunicazioni degli Ospiti Ufficiali a SCRITTURE DI STRADA – OTRANTO POESIA 2006 (Tra i primi, sono invitati gli organizzatori della Prima Estemporanea di Scrittura 2005 di Vignacastrisi, Agostino e Giovanni Casciaro), poi Poeti, Scrittori, Gruppi di Lettura, Artisti di strada)

Ore 18
Spettacolo di strada “VIVA LA POESIA!SELECT” parole poetiche in musica con il Prof.  Renatelli, Nanà Organettista Salentina e ABeCeDario sui trampoli.

Ore 18.30
Letture e Proclamazioni delle migliori “Scritture di Strada”, ad opera dei Partecipanti, degli Ospiti e degli Animatori.

Ore 19
Conclusione Manifestazione.

OBIETTIVI

-         Rispetto alla città di Otranto e alle istituzioni, mostrare la possibilità di organizzare attività di animazione socio–culturale, rivolte a cittadini e al pubblico dei turisti domenicali, attorno ad iniziative innovative che, con mezzi semplici e idee efficaci, riescano a rilanciare un’immagine di  alto rilievo culturale e insieme di grande attenzione alle forme co